Premessa
L'impianto è localizzato in Provincia di Arezzo, nel Comune di Castiglion Fibocchi, ed in particolare il sito si trova a circa 4 km a Ovest dal suo centro abitato. La principale via di comunicazione nella zona circostante il sito è la SP di Setteponti che, come detto, si sviluppa a Nord dell'impianto.
La discarica in esame assume, nella sua configurazione finale una forma allungata di dimensioni massime circa 460 m x 200 m (relativamente alla zona di abbancamento rifiuti) sviluppate rispettivamente lungo le direzioni NE/SW e NW/SE. L'ingresso del sito si trova sul lato Est rispetto all'impianto, dove sono ubicati anche gli uffici e la pesa.
L'area della discarica è delimitata nel suo intorno da terreni agricoli e zone boscose. Sul lato sud dell'impianto, adiacente alla recinzione, ma all'esterno della proprietà, si trova un fosso che drena, se presenti, le acque sub-superficiali provenienti da Nord/Est, che confluisce nel torrente Bregine, ubicato ad Ovest rispetto all'impianto e costituente l'asta idrografica principale. La strada principale Setteponti di cui si è detto si trova a Nord dell'impianto a circa 550 m dall'ingresso.
L'autorizzazione vigente è stata rilasciata dalla Provincia di Arezzo con Provvedimento Dirigenziale n. 89/EC del 30/06/06 (AIA). La scadenza dell'autorizzazione all'esercizio è fissata al 29/06/2011. La capacità totale attuale della discarica è di 558.000 m3.
L'AIA prevede che nell'impianto possono essere conferite le seguenti tipologie di rifiuto:
- i flussi di RU e assimilati, autorizzati dall'Amministrazione provinciale, prodotti nei comuni dell'ATO n. 7 - Arezzo;
- i RU o assimilabili prodotti da privati cittadini, singoli o associati, da associazioni di volontariato e aziende, residenti nel territorio provinciale;
- i fanghi da trattamento acque reflue civili;
- i manufatti contenenti amianto in matrice cementizia o resinoide provenienti esclusivamente da insediamenti abitativi dei Comuni della Provincia di Arezzo, da collocare nell'apposita sezione, previa autorizzazione o nulla osta rilasciato dal singolo comune del territorio provinciale, secondo modalità e limitazioni da concertare con la Società di gestione dell'impianto sulla base delle previsioni di cui alla bozza di regolamento facente parte del progetto per la realizzazione del modulo destinato allo smaltimento di manufatti contenenti amianto in matrice cementizia o resinoide provenienti esclusivamente da insediamenti abitativi.
I codici CER per cui la discarica Il Pero è autorizzata sono quelli riportati in allegato A dell'AIA.
Caratteristiche costruttive
Premessa
In questo capitolo sono descritte le caratteristiche costruttive della discarica, ed in particolare del modulo A3 oggetto dell'adeguamento relativamente ai vari elementi funzionali che lo compongono:
- sistema di impermeabilizzazione
- sistema di gestione del percolato
- sistema di gestione del biogas
- sistema di drenaggio e raccolta delle acque meteoriche
- sistema di monitoraggio ambientale e copertura finale
- particolarità del modulo per lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto.
Le informazioni riportate in questo capitolo sono state estrapolate dagli elaborati progettuali forniti dalla CSAI ed in particolare:
- dalla relazione di progetto della discarica (giugno 1999)
- dalla relazione di completamento del modulo A3 (luglio 2003)
- dall'autorizzazione all'esercizio (DGP n. 571 del 23/08/04, sostituita dall'AIA)
- dai dati forniti dal gestore.
Sistema di impermeabilizzazione di fondo e laterale
Il sistema di impermeabilizzazione del modulo A3 può essere distinto in sistema di fondo e laterale. Il sistema di fondo è costituito (dal basso verso l'alto) dalla stratigrafia seguente:
- argilla compattata (k < 10-9 m/s): 100 cm
- rete di cavi per il monitoraggio geoelettrico
- geomembrana HDPE: 2,5 mm
- tessuto non tessuto.
La stratigrafia del rivestimento laterale del nuovo modulo, dal basso verso l'alto, è la seguente:
- argilla compattata (k < 10-9 m/s): 50 cm
- materassino bentonitico
- geomembrana HDPE: 2,5 mm.
Sistema di gestione del percolato
Il letto drenante di fondo del nuovo modulo A3 è costituito (dal basso verso l'alto) da:
- uno strato di tessuto non tessuto posato sopra la geomembrana
- uno strato drenante di 50 cm di materiale inerte
- varie tubazioni fessurate in HDPE posate all'interno del materiale drenante, per il convogliamento del percolato ai pozzi di raccolta e pompaggio
- un pozzo di raccolta del percolato
- rete di adduzione e collettamento del percolato.
Il pozzo del percolato è dotato di pompa sommergibile antideflagrante. Il percolato viene anche estratto da 23 pozzi di captazione del biogas che, 18 pozzi e poi altri 5 sono stati attrezzati con eiettori pneumatici.
Il percolato raccolto dai pozzi è successivamente inviato a 4 cisterne in PRFV di raccolta di capacità complessiva pari a 80 m3 realizzate nel corso del 2005 secondo le caratteristiche costruttive indicate nel progetto approvato, posizionate fuori terra e dotate di bacino di contenimento di eventuali perdite e/o sversamenti in cls armato. Il percolato viene quindi inviato a un impianto di trattamento esterno mediante carico in autobotti.
Sistema di gestione del biogas
L'impianto di captazione del biogas dalla discarica, in fase di completamento, prevede:
- pozzi di estrazione verticali
- linee secondarie di raccordo dei pozzi di captazione
- stazioni locali di raccordo tra collettori principali e secondari
- collettori principali
- scaricatori di condensa posizionati sulle linee di trasporto
- centrale di estrazione e controllo da cui il biogas è inviato al recupero energetico o alla torcia.
Per ogni pozzo è stato stimato nel progetto un raggio di influenza di circa 20 m. Si prevede di realizzare i pozzi per fasi successive al momento del raggiungimento della quota finale di coltivazione dei vari moduli. Nell'attuale zona di coltivazione è prevista la realizzazione di 6 pozzi di captazione. Il biogas dai pozzi è richiamato per depressione alle 5 sottostazioni locali presenti sulla discarica, da qui è convogliato attraverso 4 collettori principali alla centrale di estrazione. Successivamente viene inviato al motore di recupero energetico di potenza pari a 625 kWe posto nei pressi della torcia. In caso di necessità, l'eccedenza di portata di biogas in arrivo alla centrale di estrazione è trattato in torcia. I pozzi del percolato presenti sulla discarica sono chiusi alla testa e sono collegati alla rete di captazione del biogas.
Sistema di raccolta e drenaggio delle acque meteoriche
Per il drenaggio delle acque meteoriche incidenti sui sottomoduli, in corso di gestione, il progetto prevede il controllo delle stesse sulle fasi di colmatazione, realizzando eventualmente degli argini in argilla intermedi e convogliando le acque del sottomodulo non interessato dalla fase di coltivazione al fosso di guardia esistente lungo il perimetro della discarica, a mezzo di una semplice pompa da cantiere. A colmatazione avvenuta di tutti i moduli dovrà essere realizzata la rete completa e definitiva di drenaggio e convogliamento delle acque meteoriche.
La rete sarà costituita da una serie di canalizzazioni a sezione trapezoidale, scavati sullo strato di copertura della discarica od all'esterno dei moduli e della viabilità, e da canalizzazioni con elementi a tegola per il convogliamento delle portate lungo le scarpate a pendenza accentuata. La rete di canalizzazioni recapiterà, in più punti, le acque piovane ai fossi principali e di guardia perimetrali all'impianto, e di seguito alla rete idrografica superficiale.
Modulo per lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto
Il modulo è stato realizzato utilizzando una porzione del modulo A3 predisponendo una zona specifica per una volumetria di 2.670 m3. L'esercizio di tale modulo è stato autorizzato dalla Provincia di Arezzo in data 31.12.04 con delibera GP 55401.
Attualmente il modulo è stato completato e chiuso.
Sistema di monitoraggio ambientale
Configurazione generale attuale
Il sistema di monitoraggio previsto dal PSC della discarica comprende controlli ambientali in generale e il controllo degli assestamenti del corpo rifiuti, come specificato di seguito. Il monitoraggio delle acque sotterranee prevede in tutto 8 punti di controllo (CPZ1÷CPZ8), di cui 2 pozzi per il controllo della falda profonda (CPZ1, CPZ2), 2 pozzi per il drenaggio delle acque sub-superficiali eventualmente presenti al di sotto dei moduli di discarica A2, A3, A4 (CPZ3, CPZ4) e 4 piezometri di controllo delle acque di scorrimento sub-superficiale (CPZ5÷CPZ8) realizzati a giugno 2005.
Il CPZ8 non figura più tra i piezometri esistenti in quanto è stato accidentalmente danneggiato da un mezzo in manovra e reso quindi non più funzionale al campionamento. Si precisa, inoltre, che i pozzi CPZ3 e CPZ4, oggetto di monitoraggio da parte della Golder a partire da luglio 2003, erano codificati inizialmente CAS3 e CAS4 (giugno 2003 - agosto 2004). La codifica è stata modificata ed omogeneizzata con gli altri sistemi di controllo a partire da settembre 2004 in occasione dell'attivazione operativa del PSC.
Allo stato attuale, i vecchi pozzi CPZ1 e CPZ2 sono stati cementati e dismessi (novembre 2006), secondo quanto previsto dallo Studio Idrogeologico citato. Si prevede inoltre di effettuare il "ricondizionamento" dei pozzi CPZ3 e CPZ4, al fine di limitare al massimo possibili infiltrazioni di acque superficiali all'interno degli stessi e, quindi, eventuali interferenze con le acque sotterranee.
Per il monitoraggio delle acque meteoriche vengono utilizzati 2 dei pozzetti di raccolta presenti lungo il perimetro dell'impianto. Il monitoraggio del percolato viene effettuato prelevando campioni da una cisterna di raccolta ubicata a valle della discarica. La discarica in questione è oggetto di controllo del sottotelo da aprile 1999, attraverso un sistema permanente di monitoraggio geoelettrico del telo, denominato "GMS" (Geoelectrical Monitoring System). Le zone monitorate sono i moduli A1, A2 e A3; in particolare i moduli A1 e A2 sono già coltivati, mentre il modulo A3 è suddiviso in modulo A3/sub1 (già coltivato) e in modulo A3/sub2 (in fase di coltivazione).
Il PSC prevede di proseguire, nel corso della gestione della discarica, il monitoraggio geoelettrico del sottotelo, come metodo di controllo della qualità e con frequenza semestrale, esclusivamente per i moduli di discarica appena realizzati e comunque fino a quando lo strato dei rifiuti in essi abbancati dopo l'attivazione raggiungerà uno spessore massimo di circa 4-5 m. Presso l'impianto è previsto anche il monitoraggio dei parametri meteoclimatici (pressione, temperatura, direzione e velocità del vento, precipitazioni). Il monitoraggio delle condizioni atmosferiche è effettuato mediante la registrazione di dati presso la nuova centralina meteorologica installata a settembre 2006 sulla zona sommitale della parte di discarica esaurita. Il sistema di monitoraggio prevede anche il controllo della qualità dell'aria e del biogas.
Per il monitoraggio della qualità dell'aria sono previsti in tutto 3 punti di controllo distribuiti intorno al sito (CQA1-CQA3), di cui uno rappresenta il bianco di confronto (CQA1). Presso gli stessi punti, il monitoraggio è finalizzato anche al rilevamento di eventuali fibre di amianto disperse in atmosfera. Il controllo del biogas viene svolto presso il sistema di captazione e trattamento (CCE1) e le linee di aspirazione (CBL1-CBL5), attraverso il monitoraggio della qualità del gas e il prelievo di campioni per analisi di laboratorio (la linea CBL5 non è ancora attiva).
Oltre al monitoraggio del biogas convogliato ai sistemi di trattamento (motore e torcia) è previsto anche il controllo delle emissioni diffuse dalla superficie dalla discarica. Il PSC approvato prevede inoltre il monitoraggio delle emissioni in atmosfera dal motore di recupero energetico, prelevando campioni dal camino di emissione. Il monitoraggio degli assestamenti, dei volumi occupati dai rifiuti conferiti e di quelli ancora disponibili, viene effettuato attraverso rilievi topografici utilizzando 4 direttrici di controllo per gli assestamenti e una rete di 3 capisaldi GPS esterni all'area di stoccaggio dei rifiuti per il rilievo morfologico generale e il computo dei volumi. L'intera struttura verrà conformata con una pendenza minima del 4% per favorire il corretto ruscellamento delle acque meteoriche
- Anno di costruzione: 1995
- Autorizzazione ai sensi del D. Lgs. 36/03 (Direttiva 1999/31/CE)
- Autorizzazione Integrata Ambientale ai sensi del D. Lgs. 59/2005 (Direttiva 96/61/CE).
- Volumetria netta complessiva: 558.000 m3
- Capacità residua al 01/01/2007: 90.000 m3 Impianto di recupero del biogas
- Anno di installazione: 2004
- Potenza nominale installata: 0,6 MWhe
- Trattamento preliminare del biogas
- Volume di biogas aspirato: 350 Nm3/h
- Produzione elettrica 2006: 3.500.000 kWhe


