[ 12/02/2010 ]
Bramerini:

LA DISINVOLTURA di certi imprenditori ma anche la carenza di impianti. Sono alcune delle riflessioni dell’assessore regionale all’Ambiente Anna Rita Bramerini.

Preoccupata?
«Se confermata, la vicenda è di particolare gravità: dimostrerebbe l’esistenza di un sistema di gestione illecito dei rifiuti che ha coinvolto, con la Toscana, mezzo Paese. E questo non può che preoccupare».

Quali rischi intravede?
«E’ la riprova che ci sono atteggiamenti inclini a lucrare sullo smaltimento illecito dei rifiuti, anche a costo di mettere a repentaglio sicurezza dell’ambiente, salute dei cittadini e conseguenze tragiche come la morte di un operaio e il ferimento di un altro».

Quali le azioni di contrasto?
«Abbiamo cercato di impostare la riforma Arpat, approvata all’unanimità, massimizzando il ruolo di controllo. E’ fondamentale l’integrazione con le forze dell’ordine, soprattutto sul ciclo integrato dei rifiuti e sull’intermediazione: smaltire le scorie è costoso e c’è chi, camuffando i dati, riesce a presentare condizioni che possono apparire allettanti».
I rifiuti speciali viaggiano, i controlli sono più complessi.

«La Toscana ne produce in un anno 8 milioni di tonnellate. E’ difficile costruire impianti, ma non farli finisce per favorire smaltimenti illegali a distanza. Una comunità virtuosa è quella che che trasforma il suo problema in una risorsa».
 

 

(da La Nazione, Cronaca Toscana)