Green economy. Bangalore usa i rifiuti di plastica
In India, dove le amministrazioni comunali ciclicamente tentano di pulirsi la coscienza mettendo al bando i sacchetti di plastica, Ahmed Khan è stato a lungo considerato un inquinatore-modello. Responsabile, nel corso di un quarto di secolo di vita imprenditoriale di aver accumulato una piccola fortuna producendo e vendendo buste e imballaggi di plastica. Oggi, dopo cinque anni di ricerche e alcune decine di milioni di rupie di investimenti, Khan può continuare portare avanti il business di famiglia e allo stesso tempo indossare i panni dell'ambientalista. Perché, se da una parte continua a produrre sacchetti di plastica, dall'altra ha messo a punto un sistema per riciclarli, miscelandoli al bitume e producendo un tipo di asfalto più resistente di quelli tradizionali e meno costoso di quelli più sofisticati.
«L'idea - racconta - risale 1996, quando iniziai a ragionare sulla possibilità di ricongiungere plastica e bitume, due derivati non biodegradabili del petrolio. Dopo cinque anni ricerche e due di test condotti dall'Università di Bangalore, nel 2002, abbiamo convinto l'amministrazione cittadina ad asfaltare 40 chilometri di strade, sia urbane che rurali, impiegando il nostro bitume polimerizzato».
La maggior parte della plastica utilizzata dalla K.K. Piastic Waste Management viene fornita dai ragpickers, ovvero gli ultimi degli ultimi nella società urbana indiana. Uomini, e non di rado bambini, che si guadagnano da vivere rovistando a mani nude nella spazza in cerca di oggetti da riciclare.
«Noi - spiega Khan - li paghiamo meglio dei loro committenti abituali e riusciamo comunque a essere competitivi sia rispetto a chi produce bitume semplice, che costa poco ma richiede più manutenzione perché non è adatto a reggere l'impatto dei monsoni, che polimerizzato, prodotto normalmente con "costosa" plastica di prima mano».
Oggi i chilometri realizzati usando la materia prima della società di Bangalore sono di ventati 1.500. E ogni mille metri di strada larga almeno 3,5 metri, spiega Khan, sono state riciclate circa 2 tonnellate di rifiuti di plastica. Una goccia nel mare delle 50 tonnellate di buste, imballaggi e bottiglie che vengono scartate ogni giorno dagli abitanti della capitale del Kamataka. Ma allo stesso tempo un segnale difficile da ignorare per gli amministratori delle tante città indiane, dove le buste di plastica sono ormai parte integrante di tutti i più desolanti scorci urbani.
(Da Il Sole 24 Ore)


