[ 01/03/2010 ]
Un acquedotto in Tanzania. I tappi di plastica fanno benefit


LIVORNO. Da un semplice tappo di plastica può nascere un acquedotto. Lo sanno bene i membri del Centro Mondialità Sviluppo Reciproco di Livorno che, grazie a 452 tonnellate di tappi raccolti in tutta Italia, hanno raggiunto 40mila euro utilizzati per riabilitare l’acquedotto del villaggio di Mulunduzi, in Tanzania.

Un territorio arido, che costringe la popolazione a percorrere lunghe distanze per raggiungere i pozzi d’acqua e dove il 20% dei bambini sotto i 5 anni muore per malattie legate all’acqua non potabile. L’iniziativa, che ha Igor Protti come testimonial, fa parte del progetto “Dall’acqua per l’acqua” che vede il Centro di via della Madonna e i suoi volontari sparsi in tutta Italia, impegnati nella raccolta di tappi, poi consegnati alle ditte che si occupano del trattamento di rifiuti e di materie plastiche. Dalla vendita dei tappi vengono ricavati fondi per portare l’acqua nei villaggi che hanno problemi di siccità.
 

L’idea di diffondere questo tipo di raccolta differenziata nacque nel 2002 da Giulio Galletti, titolare di una ditta di autotrasporti e Diacono della Diocesi di Livorno. «L’obiettivo per il 2009 era raccogliere 19mila euro per realizzare l’acquedotto - dice Alberto Benvenuti, responsabile della raccolta tappi - ma avendo ottenuto più del doppio dei soldi abbiamo scelto di sostenere i progetti sanitari per i villaggi di Indios in Brasile e le spese di gestione del progetto in Mulunduzi».
 

Nel 2009 il Centro ha fatto i conti con la crisi economica ma la Toscana ha comunque raccolto il maggior numero di tappi: 190 tonnellate, seguono Piemonte ed Emilia Romagna. «Otto anni fa il progetto riguardava a malapena Livorno e provincia, oggi sono coinvolte molte regioni per una nobile causa» dice Carla Roncaglia, assessore comunale all’istruzione e, in passato, membro del Centro Mondialità.