[ 01/07/2010 ]
I servizi pubblici e la crisi


Alfredo De Girolamo


È dal 1929 che non si hanno dati così negativi» questa una delle frasi che riassume nell'introduzione del
Rapporto Irpet-Unioncamere lo stato dell'economia toscana. Tutti i principali indicatori economici sono in crisi: PIL, produzione manifatturiera, export, occupazione, spesa delle famiglie e consumi interni.

 


Il settore che ha meglio reagito è quello dei servizi che ormai generano il 72% del valore aggiunto regionale (era il 68% nel 2000), dunque qui l'impatto della crisi è più modesto. Uno fra i pochi dati positivi del 2009 e previsto in crescita negli anni successivi, riguarda i servizi pubblici locali, che registrano una sostanziale tenuta dei dati economici dell'anno precedente, in termini di valore aggiunto e di occupati. Nel 2009 sono stati l'unico comparto, insieme alla sanità e ai servizi sociali, con un segno positivo nel dato degli occupati, nei prossimi tre anni il settore è stimato in crescita come valore aggiunto e occupazione. I servizi pubblici locali confermano, quindi, anche in una situazione di fortissima crisi economica, il loro carattere a-ciclico soprattutto grazie al forte contenuto di investimenti che hanno saputo generare in questi anni: 440 milioni nel 2006, 370 milioni nel 2007, 400 milioni nel 2008.

 


Curiosamente il rapporto non dedica la necessaria attenzione a questo fenomeno, liquidato in 5 righe dedicate ai servizi non market. I dati devono invece far riflettere sul significato economico di questo settore, che fornisce un contributo essenziale per superare la crisi. Questo dovrebbe indurre le imprese ed il governo regionale a mettere in campo tutte le risorse per rafforzarlo, accelerare gli investimenti che per i prossimi 10 anni ammontano a 4 miliardi, aumentare l'innovazione e la qualità delle imprese. Sostegno pubblico agli investimenti da un lato e politiche di aggregazione e recupero di efficienza dall'altro, sono gli ingredienti della strategia che può servire non solo a far ripartire l'economia, ma anche a migliorare servizi fondamentali per imprese e famiglie. Tutto questo conferma che i servizi pubblici sono a tutti gli effetti una fetta dell'economia della nostra regione, non un pezzo della politica.

(da L'Unità)