Per le rinnovabili tempi contrastati. Alcuni analisti parlano di "bolla"
Si addensano le nubi sul futuro delle società di Piazza Affari attive nel business delle rinnovabili. La manovra governativa sui certificati verdi e l'attesa per il nuovo Conto Energia, infatti, si sommano alle preoccupazioni per le quotazioni raggiunte dai titoli del settore in tutto il mondo. Tanto da spingere alcuni analisti a pronosticare l'esistenza di una "bolla", destinata a scoppiare come quella della New Economy a inizio secolo o dell'immobiliare due anni fa.
Per i prossimi giorni è atteso il testo definitivo del nuovo Conto Energia, che entrerà in funzione nel 2011 e le ultime bozze lasciano prevede un robusto calo degli incentivi alla produzione di elettricità da fonte solare. L'obiettivo è di spingere l'industria a muoversi progressivamente verso l'indipendenza dal sostegno pubblico, ma inevitabilmente questa misura impatterà sui bilanci. A preoccupare è anche la riforma dei certificati verdi messa a punto dal Governo, che abolisce l'obbligo per il Gse di ritirare gli attestati di produzione da fonti rinnovabili in eccesso rispetto alla domanda.
Alerion è tra le aziende che stanno mostrando maggiori capacità di resistenza (il titolo è in crescita rispetto a inizio anno), anche grazie alla sua natura di holding con partecipazioni finanziarie in aziende di vari comparti delle rinnovabili. La società ha chiuso il 2009 con ricavi per 28,3 milioni (erano 11,1 nel 2008) e con risultato netto di 4,4 milioni, uno in meno rispetto all'anno precedente. La diminuzione del risultato netto è un tratto comune alla maggior parte delle aziende green quotate a Piazza Affari: negli scorsi anni le loro quotazioni sono cresciute sull'onda delle prospettive per il settore e di un grande dinamismo tra nuovi impianti e alleanze, ma la strada verso gli utili resta ancora lunga.
Così anche l'azienda del fotovoltaico K.R. Energy lo scorso anno ha registrato ricavi per 24 milioni ma un risultato operativo netto in rosso per 45 milioni: oggi il titolo vale poco più di un terzo rispetto a sei mesi fa. Mentre cede circa il 20% rispetto a inizio anno Actelios (famiglia Falck), che produce energia da biomasse e che nei giorni scorsi ha annunciato la cessione del 50% detenuto in Powercrop, società in joint venture con Maccaferri. Intanto il mercato attende lo sbarco in Borsa di Enel Green Power, controllata dell'exmonopolista elettrico, che nei giorni scorsi ha presentato la domanda per l'ipo, attesa per ottobre.
Anche i colossi internazionali del settore non festeggiano in Borsa: First Solar ha perso un terzo del suo valore nell'ultimo anno e Sunpower oltre la metà. Perché anche all'estero sono stati tagliati i sussidi, ma soprattutto perché in un clima di generale prudenza verso l'azionario, gli investitori preferiscono posizionarsi sui titoli più difensivi. Così all'economista Robert Bell, che nel 2007 aveva pubblicato il saggio "The Bubble Green", negli ultimi mesi si sono aggiunti diversi osservatori, impegnati a individuare parallelismi con le bolle del passato e con le conseguenze prodotte dalla loro esplosione.
(da Repubblica-Affari e Finanza del 5/07/2010)


