Accelerata sui nuovi impianti. La Regione: non c´è più tempo da perdere
Ma il sindaco di Greve protesta e frena: basta non tolleriamo altri interventi
Mancano tre anni all´ora X dell´emergenza rifiuti. Nel 2013 lo spazio per ingoiare l´immondizia prodotta dalle città toscane si esaurirà anche a Rosignano, Terranuova Bracciolini e Peccioli e comincerà a ridursi anche ad Arezzo dove il termine massimo è fissato più in là, nel 2017. Entro tre anni se non verranno costruiti i termovalorizzatori approvati nei vari piani provinciali ma ancora in fase di stallo, anche in Toscana si presenterà in modo drammatico il problema dello smaltimento.
«Non c´è più tempo, la direzione è già stata presa in modo chiaro e deciso e adesso è arrivato il momento di attuare le scelte fatte», dice l´assessore all´Ambiente Anna Rita Bramerini. «Ad indicare la strada dei termovalorizzatori è una direttiva dell´Unione europea, che mette in guardia dai rischi ambientali delle discariche e punta al recupero energetico, la raccolta differenziata e il riciclaggio, un´industria che potenzialmente potrebbe avere uno spazio nel mercato e che si è fermata per colpa della crisi economica».
Il messaggio, insomma, è di rimettere in moto un processo burocratico bloccato da anni, impantanato, in stato di paralisi. Case Passerini è fermo, a Grosseto si discute della costruzione di un impianto in project financing per produzione di cdr e compostaggio e su Scarlino nel marzo scorso la Provincia ha rilasciato una Valutazione d´impatto ambientale favorevole ma con prescrizioni, tra le contestazioni dei comitati. A Livorno è previsto un ampliamento, così come dovrebbe essere aumentata la capacità della discarica di Casarota di Arezzo, mentre a Rufina la sostituzione dell´impianto autorizzata dal ministero dell´Ambiente è tuttora "al palo" per un´impugnativa di fronte al Tar.
Per non parlare di Testi, a Greve, che esiste come progetto solo nelle carte del piano provinciale. Il sindaco Alberto Bencistà non vuole neppure sentirne parlare: «Ma siamo matti?», sbotta al solo suono della parola inceneritore. «In quell´area ci sono già il cementificio della Sacci e l´impianto di turbogas autorizzato dall´ex consiglio comunale e dalla Provincia. Un colosso per la produzione di metano della potenza di 60 megawatt che per quantità di emissioni e di inquinamento acustico si somma al cementificio e certamente non può tollerare la presenza anche di un termovalorizzatore. Avrei fatto altre scelte al posto del mio predecessore», aggiunge Bencistà, «ma non ho intenzione di compiere altri errori».
Spicca nel panorama degli eterni rinvii il caso della Piana fiorentina, non basterebbe un libro per raccontare l´odissea di questo impianto mai nato. Attualmente è partita la "gara" per la scelta del partner industriale che gestisca le tecnologie. «Ci sono due concorrenti, la francese Veolia (che attraverso la società Tev gestisce l´inceneritore di Pietrasanta ndr) e la holding emiliana Hera», spiega l´amministratore delegato di Quadrifoglio Livio Giannotti. «La valutazione è complessa si basa su allegati contrattuali e convenzioni in base ai quali le due società faranno le offerte sul progetto definitivo e il piano economico finanziario, fissando la spesa per ogni tonnellata di rifiuti trattati».
Giannotti sostiene che il ritardo accumulato sia anche legato ai cambi delle leggi avvenuti negli ultimi anni in materia di rifiuti. Ma ormai vede la fine del tunnel: «Una volta conclusa la scelta del partner», assicura, «inizia la procedura di autorizzazione che dura circa un anno, quindi il cantiere aprirà nel 2012 e nel 2015 Case Passerini entrerà in funzione». Obiettivo, smaltire circa 400 tonnellate al giorno, la metà del fabbisogno dell´area fiorentina. L´altra metà dovrebbe essere assorbita dalla raccolta differenziata
(da La Repubblica- Firenze)


