[ 19/01/2012 ]
Cresce a Casalguidi la protesta dei residenti per i rifiuti smaltiti al Cassero
La Nazione, Cronaca di Pistoia

«Dalla discarica cattivi odori insopportabili. Impossibile vivere qui» «Chiesti i controlli ma nessuno ci aiuta»


NON C’È ancora risposta alle decine di domande che da giugno i residenti di via Gabbellini a Casalguidi pongono alle istituzioni competenti sulle maleodoranze provenienti dalla discarica del Cassero.
L’esasperazione è visibile nei loro volti ed ora dopo 6 mesi dall’inizio dei disagi, chiedono all’Arpat , al comune ed al comitato di controllo chiarimenti definitivi.
«VOGLIAMO avere certezze per la nostra salute - dice il giovanissimo Niccolò Torelli, uno degli abitanti della zona - da giugno chiediamo a chi di competenza cosa stiamo respirando e ancora non abbiamo ricevuto risposte».
«Dallo scorso ottobre abbiamo inviato decine di mail all’arpat con indicate le fasce orarie più critiche per i cattivi odori - continua Cristina Bruni, altra abitante della zona - non abbiamo mai ricevuto risposte».
«La stessa Arpat - aggiunge - è venuta in zona lo scorso 17 ottobre ed insieme a noi ha avvertito il cattivo odore attribuendolo ad acido solfidrico. E’ stato aperto un fascicolo di indagine, ma dove sono i risultati? Mandiamo continuamente notizie anche alla usl locale ma ad oggi non sappiamo nulla su quanto è stato accertato».
«I MESI più caldi sono stati un incubo - continua Anna Bruni, altra residente di via Gabbellini - dovevamo stare con le finestre chiuse nonostante il caldo torrido perché c’era sempre un odore insopportabile. Non eravamo liberi di stare fuori casa, imbarazzati nell’invitare gente a cena, schiavi nelle nostre case e poi la nostra salute? Chi ci assicura che non respiriamo qualcosa di nocivo?»
«IO HO un bed and breakfast nella zona del Redolone - continua Benedetta Vettori - e mi vergogno ogni volta che arrivano i clienti. Non dicono nulla solo per rispetto ma è evidente dai loro volti il disagio per la puzza che si avverte».
«DA TROPPO tempo stiamo combattendo con questo enorme disagio - continua la signora Rosaria La Rocca - siamo stanchi di sopportare. Paghiamo le tasse come tutti gli altri cittadini anche noi abbiamo diritto di vivere dignitosamente».
«IO TEMPO fa ho pensato di vendere la casa - dice Giampiero Bruni - da quando è nata la discarica ne abbiamo subite troppe. Prima ci hanno tolto l’acqua dei nostri pozzi perché col tempo si è inquinata, abbiamo dovuto allacciarci al gestore pubblico anche per farci la doccia visto che non erano sicuri che a contatto con la pelle l’acqua fosse innocua. Poi il mancato indennizzo che ci era stato promesso dall’ ex sindaco Renzo Giusti per la drastica svalutazione delle nostre proprietà dopo la nascita di questa discarica ed ora l’odore insopportabile».
«MI CHIEDO - conclude il signor Bruni - se l’acqua dei nostri pozzi è inquinata allora le coltivazioni che distano pochi km dall’impianto sono sane? Siamo tutti stanchi di questa situazione ed in particolar modo di essere ignorati»