Negli ultimi due giorni sono apparsi sui media locali della toscana alcune notizie relative al “pianeta rifiuti” che dovrebbero far riflettere molto l’opinione pubblica, la cittadinanza e le istituzioni che la rappresentano.
Il “Corriere fiorentino” ci informa che “Una delle più antiche fornaci romane mai ritrovate a Sesto, ad appena un anno dalla scoperta e dal restauro, si è trasformata negli ultimi giorni in una discarica a cielo aperto. I cumuli di immondizia hanno riempito quella che, circa duemila anni fa, costituiva la camera di combustione (...) Il forno di cottura per laterizi della Querciola - realizzato in età augustea-imperiale, tra il I e Il secolo dopo Cristo, quando nella pianura sestese era dislocata una centuria romana - è stato individuato dalla soprintendenza ai Beni Archeologici della Toscana e dai ricercatori dell'Università di Siena durante i saggi preventivi eseguiti in zona prima della costruzione di alcuni capannoni industriali. Il corpo della struttura - oggi ridotto una pattumiera - era composto da un praefornium e da una camera di combustione con sovrastante piano forato, sul quale venivano collocati i laterizi da cuocere. Lo storico sestese Mauro Ugolini, che da anni denuncia l'indifferenza delle istituzioni verso le bellezze artistiche e storiche della Piana, tuona di rabbia: «È grave e inaudito che un bene così prezioso per la nostra memoria sia lasciato a se stesso, senza controlli e senza manutenzione. Chi ne risponderà?». La Soprintendenza Toscana, informata dell'accaduto, effettuerà nei prossimi giorni un sopralluogo alla Querciola per constatare i danni. Intanto, la soprintendente Mariarosaria Barbera ha già inviato una segnalazione al ministero e alle forze dell'ordine”
Il “Corriere di Siena” invece riporta un’altra notizia: “Lo sciopero nazionale di due giorni che ha coinvolto i lavoratori di Sienambiente si è fatto sentire. Soprattutto in città dove la mancanza della raccolta dei rifiuti ha generato zone colme di spazzatura, cartoni e bottiglie (…) La situazione è stata maggiormente caotica nelle vie del centro cittadino, più tranquilla invece fuori dalle mura e in provincia anche perché sono stati garantiti i servizi minimi previsti dalla legge. Solo pochissimi i disagi veri e propri, comunque, ma certamente non un bel vedere. Va sottolineato, in ogni modo, che le organizzazioni sindacali e la stessa Sienambiente avevano segnalato già da diversi giorni lo sciopero. Televisioni, radio e giornali, compreso il Corriere di Siena nelle edizioni dei giorni scorsi ne hanno parlato. “Si invitano perciò tutti gli utenti a non esporre i propri rifiuti nelle vie e piazze pubbliche nei giorni 16 e 17 gennaio prossimi e in particolare gli utenti dei centri storici dove viene effettuato il servizio di raccolta domiciliare” avvertiva Sienambiente. Evidentemente sono pochi quelli che si informano, leggono o ascoltano i notiziari perché già da domenica sera è stato un proliferare di sacchetti della spazzatura ad ogni portone. Poi ci hanno pensato anche alcuni esercizi pubblici a completare il lavoro mettendo fuori dai negozi imballaggi e cartoni (…).
Queste due notizie non necessitano di grandi commenti. Quando un popolo non ha più rispetto né per il proprio patrimonio archeologico e artistico né per l’immagine che riflette all’estero (avendo poi la pretesa di campare di turismo è il colmo…) vuol dire che gli impianti di smaltimento dei rifiuti sono veramente l’ultimo dei problemi e che la questione di fondo riguarda non tanto la qualità ambientale o la responsabilità penale ma l’educazione civica, intesa come capacità dello stare bene tutti assieme. E su questo c’è ancora molto, molto da fare e nessuno si può tirare indietro.


