[ 24/01/2012 ]
Pirogassificatore variante urbanistica per congelare tutto
Il Tirreno, Cronaca di Pontedera

La ricetta di Pdl e Centrodestra: «In un mese il Comune può rivedere le regole alla base dell’autorizzazione»
di Giacomo Pelfer
 

«Una risposta maldestra, inesatta ed estemporanea». È così che Letizia Quaglierini e Stefano Giannotti, capigruppo di Pdl e Centrodestra per Santa Croce, stigmatizzano la replica fornita dal sindaco di Castelfranco alla loro proposta, quella di adottare una variante urbanistica per bloccare il pirogassificatore. «Per arrivare a una variante - ha spiegato Umberto Marvogli - occorre rivedere tutto il regolamento urbanistico. E questo richiede molto tempo». «In realtà – ribattono Quaglierini e Giannotti - è noto a tutti che si tratta di uno strumento flessibile, che consente di monitorare le realtà, i mutamenti e le sopravvenute esigenze del territorio. Per approntare una variante cartografica o normativa non è affatto necessaria la modifica di tutto il regolamento. Prova ne sia che ogni anno, ogni Comune, approva diverse varianti». Che aggiungono: «Il Comune di Santa Croce per esempio, lo scorso anno ha modificato la disciplina delle zone a verde pubblico per sanare l'illegittima situazione dell’isola ecologica. In questo caso, invece, una variante che impedisse l’installazione del pirogassificatore, sarebbe non solo legittima, ma renderebbe possibile al sindaco assolvere a uno dei suoi compiti più importanti, quello di salvaguardare la salute dei cittadini». La ricetta avanzata dai due capigruppo: «All’interno della "Zona Produttiva D5" (Art.19) – spiegano -, dove ha sede la Waste Recycling, dopo il secondo comma relativo alle definizioni d’uso consentito, tra le quali si rileva che quelle produttive devono essere ad alto contenuto tecnologico e “non inquinanti”, basta aggiungere il comma: “Non sono consentite attività con impianti per la termoriduzione di rifiuti industriali e civili”. È un tipo di variante che non necessita di verifica di Vas e per la quale può essere omessa anche la valutazione integrata, oppure effettuata con modalità semplificata». I tempi? «Circa un mese per l’adozione in consiglio comunale, poi le misure di salvaguardia bloccheranno qualunque attività contraria a tali disposizioni».